Un nuovo video di corriereTV ci offre altre parole, sta volta del vicedirettore Giampaolo Tucci

Verifica e Velocità. Il vicedirettore mette insieme queste parole come fossero dei contrari.

Verifica è parola che viene legata al giornale cartaceo, al vecchio giornale cartaceo che aveva tante ore a disposizione per verificare le notizie. Tante. Sempre 24 ore erano. Immagino che 140 anni fa anche quelle erano poche. Comunque…

Il web richiede velocità! E dunque? La velocità non permette la verifica? La verifica non si può fare? E non la farete? Ma l’essere giornalisti non costringe alla verifica continua? Dite che l’aggiornamento vi salverà? Ma il cambio di organizzazione del lavoro non è fatto per essere veloci e verificare? Tutti a scrivere tutto? Tutti a correggere tutti gli altri? Non ci posso credere!

Torna la parola aggiornamento come sfida del Corriere.it . Tanto che agli abbonati (0,99 euro il primo mese e 9,99 euro dal secondo in poi) al mattino riceveranno una newsletter dove saranno indicati proprio le notizie da tenere d’occhio.

Oculatezza, precisione e semplicità.

Come in ogni lavoro d’altronde.

Ma il vicedirettore ci tiene a precisare cosa significa per il Corriere e per lui, semplicità.

“Semplicità non dettata dalla sciatteria e non dalla velocità”

Insomma, la velocità torna ad essere il nemico del giornale.

Ma avete mai visto la velocità con cui i giovani inviano SMS? A me è capitato di vedere una ragazza scrivere sul cellulare con le mani dietro la schiena. Magari qualche refuso lo invierà, ma l’idea arriva corretta!

Quello che mi chiedo è: ma perché queste interviste a persone che non credono in quel che dicono?

Il vicedirettore dice che aggiorneranno in continuazione il sito, le notizie, ma per colpa della velocità non potranno verificare le notizie. O meglio, che la verifica sarà fatta di volta in volta, per aggiustamenti. E quindi non potrò mai fidarmi delle news? Quindi i giornalisti che fino ad oggi hanno verificato le notizie rinunceranno al proprio metodo di lavoro?

Insomma, si sente tutta la fatica di chi sta cambiando e non vuole, di chi sta facendo qualcosa contro voglia, un qualcosa in cui non crede.

Non voglio giudicare. Ho stima per tutti coloro che sono arrivati in quella posizione facendo la gavetta ed ha tanti anni di esperienza. Quello che consiglierei al prossimo vicedirettore, costretto a inviare un messaggio, è di ripensare ai suoi 20 anni di età, a quando mise il piede la prima volta al Corriere o nella prima redazione giornalistica. Quale fu la sua sensazione? Quali erano le idee che lo attraversavano. Pensi a quello che voleva fare. A tutta la strada percorsa e ci trasmetta quelle sensazioni!

Già che leggendo i commenti dei lettori, si vede tanta gente che sta salutando e dicendo addio. Oltretutto segnalando problemi moto grossi e a cui non si danno risposte.

Già che gli addetti ai lavori la vedono proprio male. Si dice che la cosa non dura neanche sei mesi.

Ci manca solo che non ci crediate neanche voi che state facendo il salto… come deve andare a finire questa storia?